Infrastrutture verdi urbane e periurbane

Crispiano (TA), Italia
Tavole di progetto 
Tavole di contesto e strategie

DATI DEL PROGETTO

Luogo: Crispiano (TA)

Anno: PFTE: 2025

Stato:

Committente: Pubblico — Comune di Crispiano (TA)

Costo dell’intervento: € 1.100.000,00

Tipologia: Infrastrutture verdi, paesaggio e sistemazione degli spazi aperti

Categorie di intervento: P.01 (paesaggio) – V.01–V.02 (viabilità) – E.19 (arredi e spazi pubblici)

Progettista incaricato: arch. Loredana D. Modugno

Consulenze specialistiche (PFTE): prof. dott. for. Mario Elia e dott. for. agr. Onofrio Cappelluti (Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti – Di.S.S.P.A.); archeologa dott.ssa Annalaura Amatulli; geologo dott. Michele Mangialardi

Collaboratori (PFTE): arch. Donato D. Caiati, Ing. Claudio Gallo, arch. Francesco Ghiro, dott.ssa in Disegno Industriale Alessia Sannicandro

Premi: 2° classificato su 137 candidature a livello regionale – tra i 10 interventi selezionati e finanziati (€ 1,1 mln) nell’ambito dell’Avviso pubblico “Infrastrutture verdi urbane e periurbane”, Azione 2.13 – Sub-Azione 2.13.2 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027 – Regione Puglia, Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio.

Descrizione

Il progetto si sviluppa nel territorio comunale di Crispiano (TA), lungo il versante della Gravina Miola, localmente nota come “Vallone”, un ambito di rilevante valore ambientale e paesaggistico ricompreso nel Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”.

L’intervento si configura come un corridoio verde lineare di circa un chilometro, capace di attraversare e mettere in relazione ambiti urbani e periurbani, spazi pubblici, emergenze storico-culturali e sistemi naturali. Il tracciato connette, in particolare, Piazza della Libertà, Viale Unità d’Italia, il Ponte Falcone, la Chiesa Vecchia e il sistema delle grotte rupestri, ricomponendo elementi oggi appartenenti a sistemi spaziali e paesaggistici differenti.

L’obiettivo è la realizzazione di una infrastruttura verde multifunzionale in grado di integrare paesaggio, mobilità sostenibile e spazio pubblico, migliorando l’accessibilità e la fruizione dei luoghi e, al tempo stesso, rafforzando le connessioni ecologiche tra l’insediamento urbano, il sistema della Gravina e il più ampio contesto territoriale.

Il progetto si inserisce nel sistema dei Cammini di Puglia e della rete cicloturistica locale e assume il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile quale quadro strategico di riferimento per la rigenerazione dello spazio pubblico, la promozione della mobilità attiva e la ricucitura delle relazioni tra città e paesaggio.

La strategia progettuale è orientata alla rinaturalizzazione del Vallone, oggi interessato da fenomeni di antropizzazione e progressiva alterazione degli equilibri ambientali. Gli interventi prevedono la reintroduzione e il potenziamento di specie vegetali autoctone, il rafforzamento della continuità ecologica e l’adozione di soluzioni per la gestione sostenibile delle acque meteoriche, contribuendo al miglioramento della qualità ecosistemica e della resilienza del sistema urbano.

Particolare rilevanza assume la relazione con la Zona di Protezione Speciale IT9130007  “Area delle Gravine”, riconosciuta da BirdLife International come Important Bird Area – IBA n. 139 per la presenza di specie avifaunistiche di interesse conservazionistico. L’infrastruttura verde contribuisce così a rafforzare la continuità tra gli habitat naturali del sistema delle Gravine e gli spazi aperti urbani e periurbani.

Sviluppato interamente su suolo pubblico, l’intervento persegue condizioni di piena accessibilità e fruibilità, inserendosi in un contesto territoriale complesso nel quale componenti geomorfologiche, idrologiche, vegetazionali, faunistiche e storico-culturali concorrono alla definizione del paesaggio. Tale sistema è riconducibile alla figura territoriale “L’anfiteatro e la piana tarantina”, appartenente all’ambito paesaggistico “Arco Ionico”.

In questa prospettiva, il progetto supera la dimensione del singolo intervento di riqualificazione per configurarsi come un sistema di continuità ecologica e rigenerazione territoriale, capace di ricucire città e paesaggio e di coniugare tutela della biodiversità, valorizzazione del patrimonio culturale, mobilità sostenibile e qualità dello spazio pubblico.

 

Approccio e processo

Il progetto rappresenta un passaggio concreto dalla pianificazione all’implementazione, dimostrando come strategie integrate possano attivare risorse e tradursi in trasformazioni reali. La proposta sviluppata per il Comune di Crispiano si è classificata al secondo posto su 137 candidature regionali, rientrando tra i dieci progetti finanziati e ottenendo un contributo di 1,1 milioni di euro. Il risultato evidenzia un approccio capace di tradurre pianificazione, qualità paesaggistica e rigore ambientale in un’infrastruttura verde finanziata e attuabile.

 

Infrastruttura biofilica, salute e innovazione

L’approccio adottato è fortemente partecipativo e inclusivo, configurandosi come dispositivo civico e culturale capace di attivare, sin dalle fasi iniziali, processi strutturati di coinvolgimento di cittadini, scuole, associazioni e attori locali. La realizzazione di un parco lineare ispirato ai principi della biofilia e alla valorizzazione delle neurodiversità consente di definire uno spazio aperte dinamico, orientato alla relazione, all’apprendimento e al benessere collettivo. La matrice vegetazionale — composta da alberature, arbusti, specie erbacee e fioriture — assume il ruolo di connettivo ecologico e sensoriale, contribuendo alla costruzione di ambienti stimolanti, accessibili e calibrati su diversi profili percettivi e cognitivi. Si attivano inoltre sinergie interdisciplinari che coinvolgono ambiti quali medicina, agronomia, scienze ambientali e ricerca applicata. In questa prospettiva, la componente vegetale non è intesa come elemento ornamentale, ma come sistema vivente e attivo, in grado di incidere sulla qualità ambientale e sul benessere psicofisico, in linea con le più recenti ricerche sulla relazione tra natura, salute, spazio urbano e “intelligenza vegetale”.Il progetto integra principi di progettazione biofilica — quali luce naturale e dinamica, presenza di elementi organici, varietà percettiva, materiali naturali e viste aperte — al fine di promuovere esperienze multisensoriali e migliorare la qualità della permanenza negli spazi aperti. L’infrastruttura verde assume così la forma di un ecosistema integrato, in cui piante, persone e tecnologie collaborano per generare benessere, conoscenza e resilienza. L’impiego di sensori ambientali, strumenti digitali e modelli predittivi consente di monitorare gli effetti delle soluzioni adottate e di orientare strategie adattive nel tempo. In tale quadro, l’intervento si configura come laboratorio urbano di ricerca applicata, volto alla sperimentazione di nuove forme di interazione tra ambiente, tecnologia e dimensione sociale, contribuendo alla definizione di modelli replicabili di rigenerazione urbana.

 

Sistema culturale, terapeutico e sociale

Oltre alla sua funzione ecologica e infrastrutturale, l’intervento assume anche il carattere di dispositivo culturale, terapeutico e sociale. La sequenza degli spazi aperti è concepita non solo per migliorare la connessione tra parti di città e sistema ambientale, ma anche per favorire esperienze di relazione, sosta, apprendimento e benessere, rafforzando il legame tra comunità, paesaggio e spazio pubblico. In questa prospettiva, l’infrastruttura verde può accogliere pratiche educative, attività leggere all’aria aperta, percorsi sensoriali, occasioni di socialità e iniziative culturali legate alla narrazione del territorio, contribuendo alla costruzione di un ambiente inclusivo e accessibile. La dimensione terapeutica del progetto risiede nella possibilità di attivare forme di contatto diretto con la natura capaci di incidere positivamente sulla qualità dell’esperienza urbana, sul benessere psicofisico e sulla percezione dei luoghi.

 

Un modello replicabile
L’intervento dimostra come l’integrazione tra pianificazione strategica, accesso ai finanziamenti e progettazione possa generare trasformazioni concrete e costruire modelli urbani sostenibili, inclusivi e orientati alla salute. In questa prospettiva, Crispiano si configura come caso applicativo per contesti urbani di piccola e media dimensione, dove l’infrastruttura verde diventa dispositivo di rigenerazione ambientale, resilienza e qualità urbana.

Infrastrutture verdi urbane e periurbane

Crispiano (TA), Italia

DATI DEL PROGETTO

Luogo: Crispiano (TA)

Anno: PFTE: 2025

Stato:

Committente: Pubblico — Comune di Crispiano (TA)

Costo dell’intervento: € 1.100.000,00

Tipologia: Infrastrutture verdi, paesaggio e sistemazione degli spazi aperti

Categorie di intervento: P.01 (paesaggio) – V.01–V.02 (viabilità) – E.19 (arredi e spazi pubblici)

Progettista incaricato: arch. Loredana D. Modugno

Consulenze specialistiche (PFTE): prof. dott. for. Mario Elia e dott. for. agr. Onofrio Cappelluti (Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti – Di.S.S.P.A.); archeologa dott.ssa Annalaura Amatulli; geologo dott. Michele Mangialardi

Collaboratori (PFTE): arch. Donato D. Caiati, Ing. Claudio Gallo, arch. Francesco Ghiro, dott.ssa in Disegno Industriale Alessia Sannicandro

Premi: 2° classificato su 137 Comuni a livello regionale – Progetto selezionato e finanziato (€ 1,1 mln) nell’ambito dell’Avviso pubblico “Infrastrutture verdi urbane e periurbane”, Azione 2.13 – sub Azione 2.13.2 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027 – Regione Puglia, Dipartimento Tutela e Valorizzazione del Paesaggio.

Descrizione

Il progetto si sviluppa nel territorio comunale di Crispiano (TA), lungo il versante della Gravina Miola, localmente nota come “Vallone”, un ambito di rilevante valore ambientale e paesaggistico ricompreso nel Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”.

L’intervento si configura come un corridoio verde lineare di circa un chilometro, capace di attraversare e mettere in relazione ambiti urbani e periurbani, spazi pubblici, emergenze storico-culturali e sistemi naturali. Il tracciato connette, in particolare, Piazza della Libertà, Viale Unità d’Italia, il Ponte Falcone, la Chiesa Vecchia e il sistema delle grotte rupestri, ricomponendo elementi oggi appartenenti a sistemi spaziali e paesaggistici differenti.

L’obiettivo è la realizzazione di una infrastruttura verde multifunzionale in grado di integrare paesaggio, mobilità sostenibile e spazio pubblico, migliorando l’accessibilità e la fruizione dei luoghi e, al tempo stesso, rafforzando le connessioni ecologiche tra l’insediamento urbano, il sistema della Gravina e il più ampio contesto territoriale.

Il progetto si inserisce nel sistema dei Cammini di Puglia e della rete cicloturistica locale e assume il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile quale quadro strategico di riferimento per la rigenerazione dello spazio pubblico, la promozione della mobilità attiva e la ricucitura delle relazioni tra città e paesaggio.

La strategia progettuale è orientata alla rinaturalizzazione del Vallone, oggi interessato da fenomeni di antropizzazione e progressiva alterazione degli equilibri ambientali. Gli interventi prevedono la reintroduzione e il potenziamento di specie vegetali autoctone, il rafforzamento della continuità ecologica e l’adozione di soluzioni per la gestione sostenibile delle acque meteoriche, contribuendo al miglioramento della qualità ecosistemica e della resilienza del sistema urbano.

Particolare rilevanza assume la relazione con la Zona di Protezione Speciale IT9130007 “Area delle Gravine”, riconosciuta da BirdLife International come Important Bird Area – IBA n. 139 per la presenza di specie avifaunistiche di interesse conservazionistico. L’infrastruttura verde contribuisce così a rafforzare la continuità tra gli habitat naturali del sistema delle Gravine e gli spazi aperti urbani e periurbani.

Sviluppato interamente su suolo pubblico, l’intervento persegue condizioni di piena accessibilità e fruibilità, inserendosi in un contesto territoriale complesso nel quale componenti geomorfologiche, idrologiche, vegetazionali, faunistiche e storico-culturali concorrono alla definizione del paesaggio. Tale sistema è riconducibile alla figura territoriale “L’anfiteatro e la piana tarantina”, appartenente all’ambito paesaggistico “Arco Ionico”.

In questa prospettiva, il progetto supera la dimensione del singolo intervento di riqualificazione per configurarsi come un sistema di continuità ecologica e rigenerazione territoriale, capace di ricucire città e paesaggio e di coniugare tutela della biodiversità, valorizzazione del patrimonio culturale, mobilità sostenibile e qualità dello spazio pubblico.

Approccio e Processo

Il progetto rappresenta un passaggio concreto dalla pianificazione all’implementazione, dimostrando come strategie integrate possano attivare risorse e tradursi in trasformazioni reali. La proposta sviluppata per il Comune di Crispiano si è classificata al secondo posto su 137 candidature regionali, rientrando tra i dieci progetti finanziati e ottenendo un contributo di 1,1 milioni di euro. Il risultato evidenzia un approccio capace di tradurre pianificazione, qualità paesaggistica e rigore ambientale in un’infrastruttura verde finanziata e attuabile.

Infrastruttura biolifica, salute e innovazione

L’approccio adottato è fortemente partecipativo e inclusivo, configurandosi come dispositivo civico e culturale capace di attivare, sin dalle fasi iniziali, processi strutturati di coinvolgimento di cittadini, scuole, associazioni e attori locali. La realizzazione di un parco lineare ispirato ai principi della biofilia e alla valorizzazione delle neurodiversità consente di definire uno spazio aperte dinamico, orientato alla relazione, all’apprendimento e al benessere collettivo. La matrice vegetazionale — composta da alberature, arbusti, specie erbacee e fioriture — assume il ruolo di connettivo ecologico e sensoriale, contribuendo alla costruzione di ambienti stimolanti, accessibili e calibrati su diversi profili percettivi e cognitivi. Si attivano inoltre sinergie interdisciplinari che coinvolgono ambiti quali medicina, agronomia, scienze ambientali e ricerca applicata. In questa prospettiva, la componente vegetale non è intesa come elemento ornamentale, ma come sistema vivente e attivo, in grado di incidere sulla qualità ambientale e sul benessere psicofisico, in linea con le più recenti ricerche sulla relazione tra natura, salute, spazio urbano e “intelligenza vegetale”.Il progetto integra principi di progettazione biofilica — quali luce naturale e dinamica, presenza di elementi organici, varietà percettiva, materiali naturali e viste aperte — al fine di promuovere esperienze multisensoriali e migliorare la qualità della permanenza negli spazi aperti. L’infrastruttura verde assume così la forma di un ecosistema integrato, in cui piante, persone e tecnologie collaborano per generare benessere, conoscenza e resilienza. L’impiego di sensori ambientali, strumenti digitali e modelli predittivi consente di monitorare gli effetti delle soluzioni adottate e di orientare strategie adattive nel tempo. In tale quadro, l’intervento si configura come laboratorio urbano di ricerca applicata, volto alla sperimentazione di nuove forme di interazione tra ambiente, tecnologia e dimensione sociale, contribuendo alla definizione di modelli replicabili di rigenerazione urbana.

Sistema culturale, terapeutico e sociale

Oltre alla sua funzione ecologica e infrastrutturale, l’intervento assume anche il carattere di dispositivo culturale, terapeutico e sociale. La sequenza degli spazi aperti è concepita non solo per migliorare la connessione tra parti di città e sistema ambientale, ma anche per favorire esperienze di relazione, sosta, apprendimento e benessere, rafforzando il legame tra comunità, paesaggio e spazio pubblico. In questa prospettiva, l’infrastruttura verde può accogliere pratiche educative, attività leggere all’aria aperta, percorsi sensoriali, occasioni di socialità e iniziative culturali legate alla narrazione del territorio, contribuendo alla costruzione di un ambiente inclusivo e accessibile. La dimensione terapeutica del progetto risiede nella possibilità di attivare forme di contatto diretto con la natura capaci di incidere positivamente sulla qualità dell’esperienza urbana, sul benessere psicofisico e sulla percezione dei luoghi.

Un modello replicabile

L’intervento dimostra come l’integrazione tra pianificazione strategica, accesso ai finanziamenti e progettazione possa generare trasformazioni concrete e costruire modelli urbani sostenibili, inclusivi e orientati alla salute. In questa prospettiva, Crispiano si configura come caso applicativo per contesti urbani di piccola e media dimensione, dove l’infrastruttura verde diventa dispositivo di rigenerazione ambientale, resilienza e qualità urbana.

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